CONCLUSIONI

 

La produzione di Renaud si può riassumere attraverso i titoli dei suoi dischi.

Amoureux de Paname (1975). Disco dell'esordio, testimonia l'amore del cantautore nei confronti della sua città. Renaud si presenta al suo pubblico. Dà di sé l'immagine di un rivoluzionario, pronto ad attaccare lo Stato ed il sistema, dai quali si vuole distinguere. La "Commune", ma soprattutto la rivolta del 1968, sono dei miti ai quali il giovane rivoluzionario guarda con ammirazione e verso i quali, in un certo senso, tende. La critica della società è critica della demagogia, della crudeltà del sistema, della violenza della polizia.

Laisse béton (1977). Renaud canta i derelitti. L'uso del verlan è un sintomo importante della presa di posizione in difesa delle persone più povere. Renaud difende coloro che sono stati esclusi dalla società e dà loro la voce. Il fatto di farli parlare in prima persona ha un significato importante per i derelitti, che possono così uscire dalle periferie ed entrare in città. Il mondo della periferia e quello della città, quello dei derelitti e quello dei borghesi, sono totalmente incompatibili e quando vengono in contatto scatta la violenza. Sono sempre i più deboli a soccombere. La periferia vive secondo un certo tipo di regole e di valori e Renaud si sforza di comprenderli, evitando sempre di esprimere giudizi morali negativi nei confronti dei suoi abitanti.

Ma gonzesse (1979). Renaud non è solo il rivoluzionario che attacca il sistema e difende gli indifesi, è anche e soprattutto una persona, con le sue debolezze e le sue paure. Anche i combattenti sentono il bisogno di affetto e d'amore per affrontare le loro battaglie, altrimenti la vita diventa troppo dura. Sono importanti sentimenti come l'amore e l'amicizia, e Renaud si immagina già padre di un bambino.

Questi tre album costituiscono la prima fase della produzione di Renaud, dove il giovane cantautore comincia a delineare il suo rapporto col pubblico, al quale si presenta. Dal secondo disco si può dire che inizia il suo successo.

 

Marche à l'ombre (1980). Continua la descrizione della zone. Accanto al bullo di quartiere compaiono però una serie di figure misere e disperate. La gente della periferia non è più vista in rapporto con la città, non c'è più lo scontro tra i due mondi. Il derelitto vive rinchiuso nel suo quartiere, solo e senza più alcuna speranza. L'unico modo per migliorare la vita, è la morte. La disperazione e la solitudine tolgono la voglia di vivere ai derelitti. Anche il vecchio boss è ormai decadente. La protesta continua e Renaud più ha successo, più deve fare i conti con una società che lo vorrebbe tirare da tutte le parti come una coperta di proprio uso.

Le retour de Gérard Lambert (1981). Renaud dà libero sfogo alla sua fantasia. Mai come in questo periodo compaiono storie e personaggi nati dalla mente del cantautore. Il più famoso di tutti è Gérard Lambert, ma non è il solo. Renaud si allontana con le sue storie dalla realtà, avvicinandosi al mondo del fumetto. L'assurdo e il comico sono alla base delle sue storie. Ma il cantautore ama lo scherzo in tutte i suoi aspetti e continua a produrre testi e parole che si scostano dalle regole grammaticali e sintattiche, o che vengono utilizzate solamente come significante.

Morgane de toi (1983). Renaud è papà. La comparsa della figlia nelle canzoni si ha tre anni in ritardo rispetto alla sua nascita. La figlia gli fa scoprire il mondo dei bambini. L'infanzia diventa allora il simbolo della sofferenza. Nasce l'idea della fuga. Renaud è un uomo in fuga, che vuole evitare la città e la società. Diventa propositore di un modo di vivere basato sulla fratellanza, senza guerre e senza sistemi sociali, in sintonia con la natura. Tutto diventa più positivo e meno violento: la contestazione e la periferia.

Con la comparsa della figlia si conclude il secondo periodo, nel quale Renaud tenta di trasformarsi da cantante di successo in cantante affermato, che non ha più bisogno di confrontarsi con la società che lo critica.

 

Mistral gagnant (1985). Renaud si volge indietro e guarda il suo passato. Vedere la sua bambina piccola porta il cantautore a meditare sul suo passato ed a guardarsi da bambino. Ma Renaud guarda anche il mondo contemporaneo e cerca di educare la figlia secondo certi valori fuori dalla norma. Ritrova nelle giovani fans (Petite, '88) il modello della persona che può continuare le sue battaglie. Probabilmente si rivolge solo al pubblico femminile perché è condizionato dalla presenza della figlia nelle sue canzoni. Il fatto di rivolgersi al passato sviluppa in lui la consapevolezza di essere diventato un uomo adulto.

Putain de camion ('88). Scritto dopo la morte dell'amico Coluche. Renaud prende coscienza del tempo che passa e della fragilità della vita. Non perde però il gusto per il gioco linguistico e per la costruzione di storie comiche ed assurde. In questo periodo scrive la canzoni più riuscite sia del primo, che del secondo tipo.

Marchand de cailloux ('91). Renaud parla attraverso la figlia Lolita. Guarda il mondo sotto un duplice aspetto, del padre e della figlia. Con l'occhio del padre spiega alla bambina come è il mondo e la avverte di quanto può essere malvagio. Con l'occhio della bambina guarda le ingiustizie del mondo e ne chiede la ragione. Renaud si affida in questo periodo alla metafora ed alla simbologia per trasmettere i suoi messaggi. Il suo discorso diventa più raffinato.

À la belle de mai ('94). La fiera! L'ultima fase si caratterizza soprattutto per la grandissima produzione di canzoni di denuncia. Renaud apre gli occhi sull'intero mondo e scopre una quantità enorme di ingiustizie e di soprusi. Le sue lamentele abbracciano tutta la terra e vanno dalla Francia fino all'Africa, all'America Latina, all'Irlanda. Il tema è sempre quello del forte che domina sul debole, che nei primi anni era rappresentato dallo scontro della città con la periferia. Quest'ultima appare sempre come un luogo di disperazione.

 

Considerando la carriera di Renaud nel suo insieme si possono trovare dei temi dominanti. Tutta la produzione ruota intorno ad alcuni elementi. Al centro c'è la figura del rivoluzionario post-sessantottino, che si caratterizza per la sua opposizione al potere e per il suo impegno sociale. Il rivoluzionario si scontra con il sistema, rappresentato da coloro che organizzano la società e da coloro che la difendono. Dietro il rivoluzionario c'è il derelitto, colui che è stato privato di tutti i diritti e della dignità, destinato a essere sempre sconfitto, ma anche umanamente misero.

 

Nella prima fase Renaud tende soprattutto a mettere in evidenza la negatività del sistema. Si scaglia violentemente contro di esso e lo accusa di usare la forza per mantenere l'ordine. Allo stesso tempo si dichiara anarchico e soprattutto rivoluzionario. L'aspetto del contestatore e quello di difesa degli sventurati si identificano perfettamente, per cui si indigna non solo per la violenza e l'ingiustizia che sono insite in ogni sistema, ma soprattutto per il fatto che questo crea i derelitti, vittime innocenti di una organizzazione statale cinica.

Il sistema non si scontra solo con il rivoluzionario, ma anche col mondo delle periferie, mostrando tutta l'ingiustizia delle sue istituzioni e la violenza delle forze armate, che sono incaricate di mantenere l'ordine pubblico. Il derelitto è una persona che non ha avuto niente dalla vita ed è costretto a rimanere rinchiuso nella periferia. Nel momento in cui cerca di uscire i poliziotti sono pronti a giustiziarlo. Ne consegue che nella maggioranza dei casi egli muore giovane e spesso diventa un delinquente Il rivoluzionario si immedesima nel derelitto, gli dà anche la parola, e lo descrive in modo simpatico e divertente, sorvolando sull'aspetto negativo del suo comportamento ed evitando di esprimere giudizi moralmente negativi nei suoi confronti. Il mondo della periferia e la città sono due ambienti tra loro autonomi e il derelitto può rifugiarsi nella periferia per stare tranquillo; anche se a volte intervengono i poliziotti a disturbare la pace. Il delinquente è visto come una persona migliore del borghese; il quale rappresenta una parte del sistema.

Il fatto di lottare contro il sistema e di identificarsi col derelitto risvegliano, in gran parte dei giovani francesi, il sentimento di rivolta che li aveva spinti a contestare il potere nel maggio del 1968. Renaud è uno delle poche persone che ha mantenuto intatto quel sentimento, ma anche coloro che l'hanno dovuto abbandonare, sono contenti di trovare qualcuno che tenga ancora in piedi i loro sogni. Accanto a questi c'è tutto un mondo nascosto nelle periferie, che grazie a Renaud sente il diritto di poter uscire e rivendicare la sua dignità. Nei concerti i suoi rappresentanti si mettono in prima fila e sono lì solo per farsi vedere, per incoraggiare colui che hanno scelto come paladino. Questi due elementi sono alla base del suo primo successo.

Ma il successo di Renaud deriva anche dal fatto che egli si mostra per intero. Confessa la sua rabbia, ma anche le sue passioni, le sue paure e il suo amore. Non c'è neanche un lato di sé che tenga nascosto al pubblico. Il quale tende così, erroneamente, ad identificarlo nei suoi personaggi.

 

Nella seconda fase si mantiene lo scontro del rivoluzionario nei confronti del sistema, ma cambia il ruolo del derelitto. Renaud è diventato un cantante di successo e il suo giudizio assume una importanza maggiore. Si scaglia ancora contro il potere e contro i partiti. Il sistema è rappresentato in questo periodo da tutti coloro che ruotano attorno al cantante di successo, che vorrebbero arruolarlo nelle proprie file. Il sistema adotta tutti i metodi per controllare il popolo e un personaggio come Renaud, finché resta fuori dagli schemi, è una figura scomoda. Accanto alla rivolta nei confronti di chi lo vorrebbe usare per controllare il popolo, Renaud propone un modello di vita totalmente differente da quello imposto dal sistema.

Non si identifica più con il derelitto, che è anzi visto in maniera decisamente negativa. Il derelitto è ora un poveraccio senza fiducia, sconfitto dalla vita e solo. Non ha neanche la forza di sperare nel futuro e guarda la morte come unica salvezza per la propria disperazione. Si è perso anche lo scontro con il sistema e con la città. Il derelitto è rinchiuso nella sua periferia e qui attende che la morte lo liberi. Questi personaggi non sono solo dei maschi, ma ci sono anche delle donne. Solo nell'ultimo disco si apre uno spiraglio di speranza e la protagonista di Doudou s'en fout ('83) attende il mese di agosto per poi abbandonare la sua misera vita in periferia.

Accanto a questi temi, ciò che più di tutto fa la fortuna di Renaud in questo periodo è la produzione lussureggiante della sua fantasia. Nascono personaggi così affascinanti che ben presto ne perde il controllo, vivono di vita propria. Il giovane in rivolta è anche il giovane che si nutre di fumetto, come lo stesso Renaud, e il cantautore soddisfa queste due esigenze del suo pubblico. Le vendite salgono alle stelle e straccia tutti i record nel campo della musica nazionale francese.

 

Nella terza fase il sistema, in quanto elemento che gestisce il potere e organizza lo Stato, sparisce. Rimane l'idea del forte che domina sul debole, ma non c'è più lo scontro personale delle emanazioni del sistema con il rivoluzionario. Quest'ultimo combatte per la propria integrità intellettuale, contro il conformismo, ma non ha un nemico vero e proprio. Si trova invece degli alleati. Prima fra tutti la figlioletta, con la quale si identifica e che fa parlare al posto suo. La ragazzina è pronta a continuare la lotta. La rivoluzione perde di valore in quanto Renaud sviluppa due convinzioni che la ridimensionano: l'uomo è un lupo per l'altro uomo; una rivoluzione non produrrà mai la giustizia, ma ci saranno sempre dei motivi per indignarsi e combattere. La rivoluzione è comunque una scelta migliore rispetto al conformismo ed alla passività.

Ritorna lo scontro fra il derelitto e il sistema, che assume ora i caratteri di una vera e propria repressione. Il derelitto non ha neanche il diritto di stare in pace nelle periferie e deve subire sempre e comunque la volontà del potente. Questa situazione non è solo quella della capitale francese, ma diventa quella di tutto il mondo, di tutti i popoli oppressi e di tutti i bambini mandati alla guerra. La società è come una piramide e i popoli meno sviluppati rimangono, per volontà dei paesi più ricchi, sempre sottomessi.

Ma esistono due figure di derelitto. Accanto al debole che soccombe sotto la prepotenza del forte, c'è di nuovo il derelitto che vive una vita triste e misera nella periferia. Questo personaggio rimane uguale a quello della fase precedente e non viene proiettato sul piano mondiale.

Renaud è soprattutto un grande comunicatore, deve il suo successo in gran parte al modo in cui si offre al pubblico. Non gode di grande stima nell'ambiente musicale colto delle "canzonette". Nel momento in cui decide di disertare radio e televisioni, le sue vendite si dimezzano. Si è sempre esposto come un personaggio pubblico, nel bene e nel male, ma controvoglia. Dal momento in cui decide di uscire dallo show-business i più felici sono certamente i suoi fans. Fedele all'immagine dell'anarchico refrattario al sistema, ora il comportamento di Renaud rispecchia meglio le sue parole e i fans affollano le sale durante i concerti.


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